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SCHEDA CARBURANTE O CARTA DI CREDITO?

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Fino a qualche tempo fa gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati da parte di imprese o lavoratori autonomi presso gli impianti di distribuzione stradale, dovevano essere certificati, ai fini della detrazione IVA e della deducibilità della spesa, dalla c.d. “scheda carburante”, che costituiva documento sostitutivo della fattura.
Con un recente intervento normativo (Decreto n.70/2011), il legislatore ha esonerato dall’obbligo di istituzione e tenuta delle schede carburante i soggetti IVA che effettuano i rifornimenti esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari.
La semplificazione introdotta, chiarita dall’Amministrazione Finanziaria con la Circolare 42/E/2012, comporta, tuttavia delle necessarie accortezze contabili.

Due sistemi documentali alternativi -
Esistono due sistemi documentali: il sistema cartaceo e quello elettronico. Il sistema cartaceo implica la compilazione della menzionata scheda carburante al fine di godere della detrazione Iva e della deduzione del costo di acquisto. Perché possa essere considerata valida fiscalmente, deve essere redatta secondo il contenuto dettato dalla normativa (D.P.R. 444/97). La scheda, riferita ai veicoli del soggetto passivo Iva, deve contenere l'intestazione dell'operatore, gli estremi di individuazione del veicolo (targa o numero di telaio), i chilometri percorsi dal mezzo, il mese di riferimento. L'esercente l'impianto di distribuzione, per ciascun rifornimento, deve indicare la data, il prezzo complessivo Iva inclusa, la denominazione del distributore, l'ubicazione dell'impianto e apporre la firma di convalida.
Il sistema elettronico, alternativo alla scheda carburante, viene applicato dai soggetti che effettuano i pagamenti solo tramite moneta elettronica. Coloro che effettuano il pagamento anche mediante mezzi diversi (es. in contanti) sono, invece, tenuti all'adozione della scheda carburante per tutti gli acquisti di carburante effettuati nel periodo d'imposta. Non è necessario che la carta elettronica sia destinata esclusivamente all'acquisto di carburante, ma può essere utilizzata anche per effettuare altri acquisti.
Le carte elettroniche ritenute valide sono solo quelle emesse da soggetti residenti nel territorio dello Stato o dotati di una stabile organizzazione in Italia, dato che questi sono soggetti agli obblighi di segnalazione stabiliti dal D.P.R. 605/73, a cui sfuggono, invece, gli emittenti non stabiliti in Italia.
Lo strumento di pagamento deve essere intestato al soggetto che esercita l'attività economica e l'estratto conto rilasciato dall'emittente deve presentare tutti gli elementi necessari per l'individuazione dell'acquisto (es. la data e il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento), nonché l'ammontare del relativo corrispettivo.
La scelta dell'uno o dell'altro sistema di documentazione è effettuata dal soggetto d'imposta: se un soggetto sceglie una modalità di certificazione, questa scelta vale per tutti i mezzi facenti capo all'operatore stesso. Non è invece necessaria una destinazione esclusiva della carta, la quale potrà essere utilizzata sia per effettuare acquisti d'altro genere destinati all'uso di impresa sia, nel caso di persona fisica soggetto passivo Iva, per effettuare acquisti destinati alla sfera privata.

Accortezze contabili
– Il contribuente che sceglie la seconda modalità di documentazione dovrà prima di tutto separare le singole transazioni, in modo tale che l'acquisto di carburante avvenga mediante un’operazione individuabile autonomamente.
Ciò al fine che risulti una documentazione dettagliata, tale da consentire l'associazione, per ogni singola transazione, a uno specifico veicolo, consentendo così un esercizio agevole del potere di controllo.
Poco cambia per i soggetti in contabilità semplificata, i quali dovranno sostituire la registrazione della scheda carburante con quella dell'estratto conto della carta di credito.
I soggetti in contabilità ordinaria, invece, dovranno rilevare un doppio passaggio nelle scritture contabili, con l'annotazione a ogni movimento della carta e il successivo e raccordando poi ogni indicazione nel documento di riepilogo mensile. A ogni utilizzo della carta, infatti, dovrebbe essere annotata una movimentazione finanziaria a libro giornale, andando poi a raccordare tutte le singole annotazioni con il documento di riepilogo mensile. Una gestione onerosa per quei soggetti che posseggono molti veicoli e che effettuano numerosi rifornimenti.
Inoltre, al momento dell'annotazione dell'estratto conto, si dovrebbero ulteriormente separare le movimentazioni riferite ai rifornimenti da quelle riferite ad altri utilizzi, determinando in modo extracontabile l'imponibile e l'Iva dei carburanti.

Il contratto di netting esula dalle novità - Gli utilizzatori di carte convenzionate con le società petrolifere non sono toccati dalle novità introdotte dal Decreto Sviluppo (D.L. 70/2011), su cui è intervenuta la circolare 42/E/2012. Le regole introdotte dal decreto sviluppo non concernono, infatti, il sistema delle "carte fedeltà" associate al contratto di netting, con il quale il gestore dell'impianto di distribuzione si obbliga verso la società petrolifera ad effettuare cessioni in favore dell'utente il quale utilizza, per il pagamento, un sistema di tessere magnetiche rilasciate direttamente dalla società petrolifera.

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Ultimo aggiornamento Martedì 20 Novembre 2012 14:04  

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Come potete notare abbiamo cambiato il sito internet, in quanto quello precedente era un test. Spero possa piacere.