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Home Diritto Penale dell' Economia OMESSO VERSAMENTO IVA: CASSAZIONE SEZIONI UNITE

OMESSO VERSAMENTO IVA: CASSAZIONE SEZIONI UNITE

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Molte sono le riflessioni contenute nelle due sentenze delle Sezioni unite penali circa l'omesso versamento Iva e delle ritenute (nn. 37424 2 37245/2013). Tali reati non sono speciali rispetto alle analoghe violazioni tributarie con la conseguenza che, verificandosi il superamento della soglia di punibilità, possono applicarsi entrambe le sanzioni. Per escludere poi la colpevolezza, il contribuente non può invocare, al momento della scadenza del versamento, la crisi di liquidità, ma deve dimostrare che la stessa non è dipesa dalla scelta di non adempiere all'obbligo di versamento.

Il punto - La questione portata al vaglio delle Sezioni Unite riguardava la rilevanza penale degli omessi versamenti, per importi superiori a 50mila euro, delle imposte e ritenute derivanti dalla dichiarazione Iva del 2005 e dal 770 del 2004. Tali reati sono infatti entrati in vigore: il primo nel 2006 ed il secondo nel 2005. Le sentenze hanno confermato l'orientamento maggioritario secondo cui le fattispecie penali trovano applicazione anche in tali ipotesi in quanto la condotta penalmente sanzionata, è data dall'omesso versamento dell'Iva e delle ritenute che scadeva successivamente all'entrata in vigore delle nuove norme ancorché riferita a dichiarazioni presentate prima.

I nodi – Molte le questioni affrontate dai giudici, tra cui quella riguardante il rapporto tra la sanzione penale e quella tributaria di dette violazioni, e l'assenza della colpevolezza in situazioni di crisi di liquidità. Circa il primo punto, i giudici hanno ritenuto che l'articolo 10 bis il quale sanziona con la reclusione da sei mesi a due anni per chi non versa entro il termine le ritenute risultanti dalla certificazione, per importi superiori a 50 mila euro, e l’articolo 10 ter che prevede la medesima sanzione per omesso versamento Iva risultante dalla dichiarazione annuale entro la scadenza dell'acconto dell'anno successivo, non siano speciali rispetto alle sanzioni tributarie analoghe ciò in quanto gli elementi costituivi delle violazioni penali e di quelle tributarie sono in parte differenti. Non sussiste dunque un rapporto di specialità ma bensì di progressione illecita che comporta l'applicabilità di entrambe le sanzioni. Quanto invece all'esclusione della colpevolezza in presenza di crisi di liquidità, i giudici precisano che non può essere invocata l'assenza di liquidità solo al momento della scadenza penalmente rilevante, se non si dimostra che non è dipesa dalla scelta di non far fronte all'adempimento, dunque solo dimostrando che la crisi sussisteva per l'intero periodo antecedente l'omesso versamento e le cause che l'hanno determinata sono oggettive, può escludersi l’elemento soggettivo della colpevolezza permettendo così di archiviare quei procedimenti penali in cui il contribuente, senza intento fraudolento, ha la sola colpa di trovarsi in crisi finanziaria.

Compensazione tra crediti - Non vi è reato se si sono compensati crediti non ancora "validati" dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Tale questione è stata affrontata però dalla Cassazione a sezioni semplici (sentenza n.37350/2013). Tale reato di indebita compensazione è previsto dall'articolo 10-quater del D.Lgs. n.74/2000, il quale punisce chiunque non versa, entro il termine di presentazione della dichiarazione, somme dovute per un ammontare superiore a 50mila euro, utilizzando in compensazione crediti non spettanti o inesistenti. Nel caso specifico non erano infatti state poste in essere operazioni fraudolenti o raggiri finalizzati alla creazione del credito ma vi era stato soltanto un utilizzo infrannuale delle somme. Inoltre, il contribuente, prima dei termini di presentazione della dichiarazione Iva 2005, si era ravveduto, versando le somme precedentemente compensate unitamente ad interessi e sanzioni. La Suprema corte ha rilevato che i crediti portati in compensazione non erano né inesistenti né frutto di artificio, ma solo non ancora validamente utilizzabili. Ne conseguiva allora che non sussistevano gli estremi del reato, in quanto l'imputato si era limitato a consegnare i modelli F24 recanti importi non corretti, con conseguente omesso versamento, senza però ricorrere ad artifici o a documentazione infedele.

Reverse charge - La Cassazione si è poi doppiamente pronunciata anche sulle conseguenze derivanti dalla mancata applicazione del cd “reverse charge” (nn.20486 e 20771/2013). Tale meccanismo opera ogniqualvolta le regole Iva prevedono che il debitore dell'imposta non sia il soggetto che effettua l'operazione imponibile ma quello che la riceve. Il soggetto obbligato a tale meccanismo, deve integrare la fattura ricevuta o deve emettere un'autofattura, computando l'Iva a proprio debito ed esercitando contestualmente il diritto di detrazione. Se questa spetta per intero, come avviene per la quasi totalità degli operatori industriali, commerciali o dei servizi, il saldo Iva di tale soggetto non cambia di un solo euro. La possibilità di gettito, e quindi di evasione dell'imposta in caso di mancato reverse, esiste solo per i soggetti che non possono integralmente detrarre l'Iva. Manca però una disposizione specifica e dunque la violazione dovrebbe essere considerata esclusivamente formale, cosi come ha chiarito la Corte di giustizia europea (sentenza "Ecotrade" - casi riuniti C-95/07 e C-96/07). Essa ha inoltre escluso che si possa pretendere l'imposta, fermo restando l'applicabilità di una sanzione, purché proporzionata alla violazione commessa. Di opposta veduta la Corte di cassazione che ha concluso dichiarando che l'omessa autofatturazione non può generare obblighi di versamento del tributo. A ciò si aggiunge il comportamento dell’Agenzia delle entrate che nega il diritto di detrazione, acquisendo quindi un'imposta in violazione dei principi comunitari, comportandosi in senso contrario rispetto alla Risoluzione n.56/2009 con cui aveva aderito alla sentenza “Ecotrade”.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Settembre 2013 13:43  

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