Studio Commercialistico Dott. David Lanza

info@studiolanza.org

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Fiscale REGIMI DEI MINIMI DAL 2012

REGIMI DEI MINIMI DAL 2012

E-mail Stampa PDF

Regime dei minimi dal 2012

riga azzurra


L'articolo 27 D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazioni dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011 - Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria o anche Manovra correttiva - rinvia ad appositi provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate che avranno il compito di riformare e concentare gli attuali regimi contabli semplificati al fine di favorire l'attivazione di nuove imprese.

Il regime dei minimi, previsto con decorrenza 2012, da quanto si evince dai commenti della stampa specializzata, non comporta dunque l'abbandono del regime agevolativo previsto dalla legge n. 244 del 24-12-2007. Ma su questo punto è bene aspettare prima di promunciarsi in maniera definitiva nell'attesa di definitivi chiarimenti ministeriali.
Le agevolazioni sono fruibili solo per 5 anni o anche per un maggior periodo ma entro il periodo di imposta in cui il contribuente in regime dei minimi compie i 35 anni di età.

A partire dal 1° gennaio 2012 il nuovo regime dei minimi si applica, dunque, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche che:

• intraprendano ex novo un’attività di impresa, arte o professione;
• l'abbiano intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.

L'imposta sostitutiva non è più del 20% ma è fissata nella percentuale di maggiore favore al 5%.

Trascorso il periodo massimo di 5 anni di permanenza nel regime dei minimi, il contribuente deve abbandonare tale regime per passare a un regime contabile semplificato, in cui si deve applicare l'IVA e essere asoggettati alle imposte dirette nei modi ordinari. Una novità per il regime dei minimi, quindi, riguarda la durata: mentre prima, infatti, si poteva restare minimi a vita (ovviamente a condizione che si continuassero ad avere i requisiti), nel regime dei minimi dal 2012 si potrà utilizzare il regime solo per 5 anni, in particolare per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i 4 successivi (a parte le ulteriori agevolazioni peri giovani ancora lontani dall'aver compiuto i 35 anni di età).

Il regime dei minimi dal 2012, dunque, non decade totalmente, ma la sua applicazione è sottoposta ad ulteriori condizioni rispetto a quelle priginarie previste dalla Legge n. 244/2007, che comunque continuano a sussistere. Tali nuovi condizioni sono che il contribuente, aderendo al regime dei minimi, abbia dato vita a una nuova attività, a partire dal periodo d'imposta 2008 e che nel triennio precedente non abbia esercitato alcuna attività riconducibile a quella aperta, neppure in forma associata o come collaboratore familiare. In tal caso il contribuente stesso potrà applicare il regime dei minimi per cinque anni includendo anche gli anni già passati nel regime dei vecchi minimi, applicando dal 2012 un'imposta sostitutiva del 5 per cento. Il limite dei cinque anni non si applica se il contribuente non ha compiuto 35 anni di età, in tal caso il regime dei minimi dal 2012 potrà essere utilizzato fino al compimento del 35° anno di età (quindi anche per un periodo superiore ai 5 anni).

Il regime dei minimi dal 2012 non può essere applicato se l'attività che si intende attivare costituisce mera prosecuzione dell'attività precedentemente esercitata come dipendente o lavoratore autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti e professioni.
Pertanto se un contribuente cessa, per qualsiasi motivo, un rapporto di lavoro dipendente per iniziare la medesima attività nella forma di lavoratore autonomo (ad esempio dipendente di uno studio di commercialista apre l'attività di consulente fiscale), non sarà possibile beneficiare del nuovo regime dei minimi dal 2012.
Questa disposizione non era prevista per il "vecchio" regime dei minimi previsto dalla Legge n. 244/2007.
Su questo aspetto giova ricordare quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la circolare 8/E del 26 gennaio 2001, ossia vi è continuazione se la nuova attività viene svolta nello stesso luogo, con gli stessi beni e con gli stessi clienti della vecchia attività oppure fare riferimento ai chiarimenti forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate nelle circolare n. 59/E del 2001 in tema di regime delle nuove iniziative produttive.
L'indagine diretta ad accertare la novità dell'attività intrapresa va operata caso per caso, con riguardo al contesto generale in cui la nuova attività viene esercitata.

Il comma 6 dell'articolo 27 del DL 98/2011, convertito nella legge n. 111/2011, rinvia ad uno o più provvedimenti che dovranno dettare in modo più specifico le norme per l'attuazione del regime dei minimi dal 2012.

Con l'introduzione del nuovo regime dei minimi dal 2012, in pratica i regime contabili previsti per i professionisti si riducono ai seguenti:

Regimi contabili dal 2012

Regime di contabilità semplificata (regime naturale)


Regime di contabilità ordinaria (su opzione)

Nuovo regime dei minimi Regime degli ex minimi



Il comma 6 dell'articolo 27 del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, rinvia a uno o più provvedimenti che devono dettare in modo più specifico le norme per l'attuazione del nuovo regime dei minimi dal 2012. Con l'introduzione delle nuove regole, è anche possibile che sia prevista una dicitura diversa da indicare sulle fatture emesse rispetto a quella attualmente prevista per il regime dei minimi previsto dalla legge n. 244 del 2007

Esempi regime dei minimi 2012

In questa pagina sono evidenziati numerosi esempi di applicazione del regime dei minimi in vigore dal 2012 allo scopo di chiarire i casi più controversi. Sono riportati anche diversi esempi in tema di mera prosecuzione di attività precedentemente svolta come dipendente.
24 casi potranno aiutarti nel valutare se hai diritto di accedere o di continuare la tua attività di lavoro autonomo dal 2012 nel regime dei superminimi.



I requisiti del regime dei minimi 2012

I requisiti per essere considerati contribuenti minimi sono quelli stabiliti dalla stessa legge istitutiva (Finanziaria 2008), che potremmo chiamare "vecchi requisiti", a cui si aggiungono quelli prevsiti dalla manovra correttiva del D.L. 98/2011, che potremmo definire come "nuovi requisiti", Tutte queste condizioni devono sussistere contestualmente,

Il primo fondamentale dei "vecchi requisiti", confermato anche nella previsione normativa dal 2012, è che il regime dei minimi anche dal 2012 si applica solamente alle persone fisiche ( e non quindi alle società o associazioni di ogni tipo). I "nuovi" requisiti sono previsti dall'art. 27, comma 1, del D.L. 98/2011, che stabilisce che il regime dei minimi si applica esclusivamente alle persone fisiche che:

» intraprendono un'attività di impresa, arte o professione;
» hanno intrapreso un'attività di impresa, arte o professione successivamente al 31 dicembre 2007 (di fatto dal 1° gennaio 2008). Trattasi di coloro che hanno iniziato la propria attività solo successivamente all'introduzione del regime dei minimi di cui alla legge n. 244 del 2007.



Su questo aspetto non sono stati ancora forniti i necessari chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate, ma dalla relazione govenativa al decreto 98/2011 si legge che le disposizioni intendono limitare, a decorrere dal 2012, l'apllicazione del regime dei minimi solo a coloro che intraprendono una nuova attività d'impresa, arte o professione o che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.



Questo regime previsto dalla legge n. 111/2011 in vigore dal 2012 non si applica solamente a coloro che intraprendono un'attività a partire dal 2012, bensì anche ai soggetti che al 1° gennaio 2012 hanno già avviato un'attività, ma non prima del 1° gennaio 2008.

Gli ulteriori "nuovi" requisiti prevsiti dall'art. 27, comma 2, del D.L. 98/2011 sono costitituiti da:

» il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti precedenti l'inizio dell'attività agevolata, attività artistca professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
» l'attività da esercitare nel regime dei minimi 2012 non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (con esclsuione del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni);
» qualora sia proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'mmontare dei ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente, non deve essere superiore a 30mila €uro.

Queste disposizioni ricalcano quelle previste per l'accesso al regime per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo di cui all'art. 13 della legge 388/2000 e, in assenza di chiarimenti ministeriali, pare possibile fare riferimento alle circolari ministeriali, a suo tempo, emanate dall'Agenzia delle Entrate, tra cui la più importante è la circolare 8/E del 26 gennaio 2001, che fornisce interessanti chiarimenti.



Il contribuente che intende avvalersi del regime dei minimi 2012 deve possedere anche i "vecchi" requisiti di cui all'articolo 1, comma 96, della legge 244/2007 ossia che nell'anno solare precedente:
• abbia percepito ricavi o compensi in misura non superiore a 30mila €uro;
• non abbia effettuato cessioni all'esportazione ovvero operazioni assimilate alle cessioni all'esportazione (ci cui agli articoli 7, 8-bis, 9, 71 e 72 del DPR n. 633/1972) - servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino).

Inoltre lo stesso contribuente:
• non deve aver sostenuto spese per personale dipendente o per collaboratori di cui all'articolo 50, comma 1, lettere c e c-bis del TUIR;
• non deve aver acquistato, anche mediante contratti di appalto e di locazioni, nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime dei minimi, beni strumentali (beni mobili e immobili) il cui valore superi la somma di 15mila €uro. Rientrano nel plafond dei 15mila €uro anche i canoni di locazione o noleggio di beni strumentali, inclusi anche quelli relativi ai beni immobili (ad esempio le spese per l'affitto dell'unità immobiliare in cui si svolge l'attività). Per i bni strumentali ad uso promiscuo essi rilevano, ai fini del plafond di 15mila €uro nella misura del 50% del loro costo di acquisto al netto dell'IVA;
• non deve avvalersi di regimi speciali di determinazione dell'IVA, quali ad esempio agricoltura e attività connesse, editoria, vendita di sali e tabacchi, intrattenimenti, giochi e altre attività similari, agenzia di viaggi e turismo, rivendita di beni usati ecc.
• non deve esercitare l'attività di impresa o arte e professione in forma individuale e nel contempo avere una partecipazione in società di persone o associazioni di cui all'art. 5 del TUIR ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti di cui all'articolo 116 dello stesso TUIR.

Il comma 1 dell'articolo 27 della legge 111/2011 ha introdotto la disposizione secondo cui "Il regime di cui ai periodi precedenti è applicabile anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio di attività ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età".

In sintesi ecco le principali caratteristiche del regime dei minimi dal 2012:

Regime dei minimi dal 2012 -
Inizio di attività vi possono aderire solo le imprese o le attività professionali e artistiche avviate dopo il 31/12/2007;
durata diversamente da quanto era stato previsto per il vecchio regime dei minimi, il nuovo regime dei minimi dal 2012 si applica per una durata definita e/o per un limite temporale, vale a dire per un periodo massimo di 5 anni o anche oltre se il soggetto ha meno di 35 anni di età. Infatti per i contribuenti più giovani il regime dei minimi dal 2012 si applica fino al periodo d'imposta in cui compiono 35 anni, non tenendo conto del limite temporale dei 5 anni previsti dalla normativa. Al fine del conteggio degli esercizi si devono considerare anche gli esercizi già terminati.
aliquota dell'imposta sostitutiva fissata al 5 per cento, sostituisce Irpef, Irap, addizionali. Sostituisce quella del 20 per cento attualmente previsto nel regime dei minimi;

condizioni d'accesso

mancato esercizio, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, di attività imprenditoriale, artistica, professionale, anche in forma associata o familiare; la nuova attività non deve essere la prosecuzione di altre attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro autonomo, di impresa o di lavoro dipendente; i ricavi realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di avvio non devono essere superiori a 30 mila euro. 

 

Regime dei minimi dal 2012 - Imposta sostitutiva del 5%

Irpef


Addizionali comunali e regionali

Irap


Imposta sostitutiva del 5%

Con il termine di imposta sostitutiva si deve intendere un prelievo fiscale standard che va a sostituire quello previsto per gli altri contribuenti che non possono usufruire del regime dei minimi. Nel caso specifico l'imposta sostitutiva è un'aliquota che si applica al posto di quelle progressive calcolate secondo gli scaglioni di reddito. Fino al periodo d'imposta 2011 il contribuente in regime dei minimi paga un'aliquota del 20 per cento sui redditi. Dal 2012 la manovra correttiva di luglio 2011 ha ridisegnato l'agevolazione. Essa, come abbiamo visto, è riservata solo alle nuove attività produttive (quelle iniziate dal 1° gennaio 2008 in poi e in più che non si tratti di mera prosecuzione di attività precedentemente svolta come viene chiarito successivamente) ma avranno un carico fiscale assai basso: si passa dall'imposta sostitutiva del 20% in vigore fino al 2011 al 5 per cento dal 2012.

Ritenuta di acconto

Il Provvedimento Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2011 prot. 185820, al punto 5.1, dopo aver confermato che sul reddito imponibile calcolato con le stesse modalità previste per il "vecchio" regime dei minimi (in vigore dal 2008) si applica l'imposta sostitutiva del 5%, ha introdotto una semplificazione, ossia che dal 2012 i nuovi minimi non subiscono la ritenuta di acconto del 20%.

Chiaramente questa decisione non può che essere giudicata positivamente in quanto si sarebbero verificate posizioni strutturalmente a credito e quindi l'Amministrazione finanziaria ha ripercorso la stessa strada a suo tempo prevista per i soggetti che hanno scelto il regime delle nuove iniziative produttive.
Il contribuente in regime dei minimi dovrà rilasciare un'apposita dichiarazione con cui si confermi al cliente destinatario della fattura che non deve operare alcuna ritenuta in quanto nel regime dei minimi.

A tale proposito è dunque consigliabile inserie nel corpo della fattura la seguente dicitura:

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto come previsto dal Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate 22-12-2011 prot. 185820 oppure

Operazione effettuata a norma dell'articolo 27 del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111 da contribuente soggetto ad imposta sostitutiva del 5%. Punto 5.2 provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attlio Befera del 22 dicembre 2011 (protocollo 185820/2011).

Dicitura fattura regime dei minimi

I contribuenti minimi nel 2011 ed hanno i requisiti per poter continuare dal 2012 il regime dei "nuovi" minimi continuano ad emettere le fatture senza alcun addebito dll'IVA, in base a quanto disposto dall'art. 1, comma 100, Legge n. 244/2007.
Tuttavia ad integrazione della dicitura da indicare nel corpo della fattura che già era in vigore prima del 2012 alcuni autori ritengono che sia opportuno integrare la dicitura nella fattura emessa dal contribuente minimo dal 2012, ossia, come nella soluzione proposta dalla SEAC di Trento:

Operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 1, comma 100, Legge 244/2007. Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria e per i lavoratori in mobilità ex art. 27 commi 1 e 2 DL n. 98/2011.

Marca da bollo fatture dei minimi

Le disposizioni normative previste per i cosiddetti nuovi minimi di cui all'art. 27 DL n. 98/2011 seguono quelle contenute nei commi 96 e seguenti dell'art. 1 della Legge n. 244/2007 istitutiva del regime dei minimi in vigore dal 2008. Le fatture emesse dai minimi anche nel 2012 non comportano l'addebito dell'IVA, ma se dunque non scontano il tributo IVA, le stesse, se di importo superioe a € 77,47, devono essere assoggettate all'imposta di bollo.

Pertanto sull'originale della fattura emessa da un contribuente minimo che supera l'importo di 77,47 €, si deve applicare una marca da bollo da 1.81 €.

Avvio dell'attività

I contribuenti che intendono avviare un'attività, avvalendosi del regime dei minimi 2012, hanno l'obbligo di barrare l'apposita opzione presente nel quadro "B" del modello AA9/10 - Dichiarazione di inizio attività Imprese individuali e lavoratori autonomi, come previsto dall'articolo 1, comma 98, della legge 244/2007.

Mera Prosecuzione di attività

La disposizione contenuta nell'art. 27 della legge n. 11172011, al comma 2, è finalizzata ad evitare abusi dei contribuenti i quali, al solo scopo di fruire delle agevolazioni fiscali previste dal regime dei minimi dal 2012, potrebbero di fatto continuare ad esercitare l'attività precedentemente svolta, modificando unicamente la veste giruridica in impresa o lavoro autonomo.
Pertanto si deve porre attenzione sul concetto di mera prosecuzione della stessa attività, magari svolta nell'ambito delle prestazioni occasionali.

Si deve ritenere "mera prosecuzione" dell'attività in precedenza esercitata l'attività che presenta il carattere della novità solo sotto l'aspetto formale, ma che, invece, viene svolta in sostanziale continuità in quanto, a titolo di esempio, il contribuente utilizza gli stessi beni dell'attività precedente, negli stessi luoghi e con gli stessi clienti.

La circolare 8/E del 26 gennaio 2001 ha chiarito che il concetto di medesima attività non deve essere analizzato con riferimento all'oggetto della stessa attività ( così a titolo di esempio se una persona, svolgendo attività di lavoro dipendente, ha acquisito una certa esperienza in un settore, se intende svolgere l'attività in via autonoma, non potrà che svolgere la stessa di cui è diventato esperto), bensì in relazione all'organizzazione con cui la nuova attività svolta in forma autonoma viene svolta.

In sintesi, se il nuovo imprenditore o professionista utilizza gli stessi beni strumentali e ha gli stessi clienti del precedente datore di lavoro, si può parlare di mera prosecuzione dell'attività precedente quella di lavoro autonomo.

In questa pagina troverete diversi esempi anche in tema di mera prosecuzione di attività precedentemente svolta come dipendente.



L'esercizio del praticantato (anche se remunerato con borse di studio) non è di impedimento all'apertura di una partita IVA nel regime dei minimi dal 2012 in quanto la nuova attività professionale non si presenta quale mera prosecuzione di quella svolta in precedenza.

I contribuenti ex-minimi

L’art. 27, comma 3 del Decreto Legge introduce anche un regime transitorio speciale per gli ex-minimi, ossia per coloro, che pur possedendo i requisiti necessari per il vecchio regime dei minimi, non possono più beneficiare di tutte le agevolazioni previste dalla nuova normativa.

In particolare, tale regime transitorio prevede particolari semplificazioni per coloro, che, pur avendo i vecchi requisiti, ma non quelli previsti dalla norma in vigore dal 2012, non potranno più applicare il regime dei minimi. In particolare:
- saranno esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'imposta sul valore aggiunto;
- saranno esonerati esonero dalle liquidazioni mensili o trimestrali e dai relativi versamenti periodici rilevanti ai fini dell'Iva;
- saranno esonerati dall’IRAP.
In pratica, essi diventano contribuenti ordinari IVA, calcolando solo il conguaglio IVA, a debito o a credito, in sede di liquidazione annuale e saranno contribuenti semplificati ai fini dell'IRPEF.
Saranno sottoposti agli studi di settore.

Molti dei professionisti attualmente aderenti al regime dei minimi (che oggi ne conta oltre 500.000) sono obbligati ad uscire, passando al regime ordinario o a quello transitorio.

I contribuenti con età superiore ai 35 anni

Anche la persona fisica di età superiore ai 35 anni, che intende iniziare o continuare l'attività nei prossimi anni, se in possesso dei requisiti di cui all'art.27 del DL n. 98/2011, convertito nella Legge n. 111/2011, potrà applicare il regime dei minimi dal 2012 per il periodo di un quinquennio. Su questo punto di natura "anagrafica" alcuni osservatori avevano erroneamente ravvisato un ostacolo alla possibilità di usufruire del regime dei minimi in vigore dal 2012, arrivando alla conclusione (forse un pò troppo frettolosamente) che solo le persone fisiche di età inferiore ai 35 anni potessero avvalersi di tale regime contabile.
Quindi, a titolo di esempio, anche un professionista che abbia iniziato l'attività all'età di 40 anni nel 2010 usufruendo del regime dei minimi, potrà mantenere tale regime (con le nuove caratteristiche) nel 2012, 2013 e 2014 essendo quest'ultimo l'ultimo anno del quinquennio.

Acconti d'imposta

Nell'ipotesi in cui il contribuente dovesse cambiare regime contabile nel passaggio al regime dei minimi dal 2012 (ad esempio per il decorso del periodo triennale nel regime delle nuove iniziative produttive) non vanno pagati gli acconti d'imposta sostitutiva. Quanto all'IRPEF è possibile solo il metodo storico, per l'IRAP i minimi non la pagano né tantomeno l'acconto IVA in quanto i minimistessi non sono soggetti a questa imposta.

Articolo 27 Legge 111/2011

Art. 27 Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità
1. Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari sono riformati e concentrati in funzione di questi obiettivi. Conseguentemente, a partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche:
a) che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione;
b) che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.
L’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per cento.

2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che:
a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
c) qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

3. Coloro che, per effetto delle disposizioni di cui al comma 1, pur avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l’obbligo di conservare, ai sensi dell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100. I soggetti di cui al periodo precedente sono altresì esenti dall’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

4. Il regime di cui al comma 3 cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

5. I soggetti di cui al comma 3 possono optare per l’applicazione del regime contabile ordinario. L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

6. Con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate sono dettate le disposizioni necessarie per l’attuazione dei commi precedenti.

7. Il primo e il secondo periodo del comma 117 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono soppressi. Al terzo periodo le parole “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del periodo precedente,” sono soppresse.

Dal sito: www.parcellazione.it

Comments

Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2012 10:00  

Cerca

GTranslate

Italian Bulgarian Chinese (Simplified) English French German Portuguese Romanian Russian Spanish

Notizie flash

Come potete notare abbiamo cambiato il sito internet, in quanto quello precedente era un test. Spero possa piacere.