SCARTO DELLA FATTURA ELETTRONICA

Martedì 08 Settembre 2015 07:29 amministratore
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Gli errori purtroppo accadono. C’è poco da fare. Nell’ultimo anno l’arrivo della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione ha complicato non poco i rapporti con le PA e il primo sintomo è stato sicuramente l’alto tasso di scarti da parte del Sistema d’Interscambio nei primi mesi della fatturaPA. Inizialmente gli errori nella fattura elettronica erano principalmente legati a dettagli di forma e molto semplici da identificare e correggere. Oggi però, anche se con minor frequenza, gli errori sono sempre più variegati e di complessa gestione. La domanda che sorge spontanea e da cui nasce questa guida è: cosa fare in caso di fattura elettronica errata? Prima di tutto è però necessario comprendere quali sono i soggetti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica, quali sono i casi di errore e come gestirli. Nella fatturazione elettronica verso la PA sono coinvolti 3 attori principali:

Il trasmittente invia la fattura a SdI che effettua il primo controllo sulla fattura elettronica, se non trova errori il sistema inoltra la fattura all’ufficio PA destinatario, se l’inoltro va a buon fine, SdI invierà una “Notifica di consegna” al trasmittente. L’ufficio PA destinatario effettuerà poi l’ultimo controllo del contenuto della fattura e dovrà inviare una “Notifica di esito” (positivo o negativo) entro 15 giorni. Prima di procedere con la guida, un concetto fondamentale da comprendere è il fatto che l’accettazione della fatturaPA da parte dell’ufficio PA destinatario può avvenire in due modi:

I casi o momenti in cui ci possiamo trovare davanti ad una Fattura elettronica errata sono:

  1. Fattura elettronica non ancora inviata;
  2. Scarto fattura elettronica da parte del SdI;
  3. Notifica di rifiuto da parte dell’ufficio PA.

 

#1 – Fattura elettronica errata non ancora inviata

Questo è sicuramente il caso più semplice. Una fattura elettronica errata che non sia ancora stata inviata al SdI è infatti tranquillamente modificabile ed inviabile con il medesimo numero e il medesimo progressivo file.

 

#2 – Fattura elettronica errata e scarto da parte del Sistema d’Interscambio (SdI)

E’ possibile anticipare i controlli effettuati da SdI e prevenire le principali cause di scarto con una verifica preventiva tramite la procedura presente sul sito governativo dedicata al Controllo fattura elettronica. Il caso in assoluto più frequente resta però quello dello scarto fattura elettronica da parte del Sistema d’Interscambio. Nel caso di scarto della fatturaPA, il sistema risponde con una notifica riportante la natura dell’errore. Il contenuto della notifica purtroppo non è sempre immediatamente comprensibile, riferendosi ad un codice errore tecnico. La notifica inoltre non contiene indicazioni sul da farsi per rimediare all’errore. Ecco allora l’elenco degli errori in assoluto più comuni e le indicazioni di soluzione:

Esistono poi molti altri errori meno frequenti. Un elenco completo è disponibile nel documento ufficiale sul sito fatturapa.gov: http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/sdi/Elenco_Controlli_V1.1.pdf

#3 – Fattura elettronica errata e notifica di rifiuto da parte dell’ufficio PA

Anche quando tutti i controlli da parte del Sistema di Interscambio vanno per il meglio resta la possibilità che un feedback negativo arrivi dall’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario. Gli errori nella fattura elettronica rilevati dall’ufficio PA possono riguardare dati errati quali:

L’ufficio PA destinatario comunica l’errore con vari metodi ed in vari momenti:

  1. Rifiuto attraverso la “Notifica di esito” negativa: in questo caso il rifiuto viene comunicato al trasmittente direttamente da SdI con il dettaglio dell’errore.
  2. Rifiuto successivo all’accettazione o decorrenza dei termini: l’ufficio PA dopo aver accettato la fattura, in maniera “implicita” (per decorrenza dei termini, ovvero trascorsi 15 giorni senza alcuna comunicazione di esito positivo o negativo) , oppure “esplicita” (con notifica di esito positiva), potrebbe rendersi conto di un errore e contattare in modo diretto il trasmittente (via pec, telefono o simili) con la richiesta di una nota di credito (sempre in formato fattura elettronica).

Cosa deve fare il trasmittente nei due casi sopracitati?

A – Rifiuto attraverso la “Notifica di esito” negativa

Nel caso in cui si riceva una Notifica di esito negativo da parte dell’ufficio PA destinatario tramite SdI si dovrà procedere alla correzione e reinvio della fattura elettronica errata ricordandosi di:

  1. Mantenere la medesima data;
  2. Mantenere il medesimo n°fattura;
  3. NON utilizzare il medesimo numero progressivo del file.

B – Rifiuto successivo all’accettazione o decorrenza dei termini

Può capitare che l’ufficio PA destinatario si renda conto di un errore nella fattura dopo l’accettazione (implicita o esplicita) e contatti in modo diretto il trasmittente (via pec, telefono o simili) con la richiesta di una nota di credito con fattura elettronica. In questo caso la procedura migliore da seguire per una rapida soluzione sarà:

  1. Emettere una nota di credito (sempre in formato fattura elettronica) a storno totale della fattura elettronica errata;
  2. Riemettere la nuova fattura elettronica con le correzioni richieste, ricordandosi di:
    • NON mantenere la data della fattura elettronica errata;
    • NON mantenere il numero della fattura elettronica errata;
    • NON utilizzare il medesimo numero progressivo del file.

Sono stati segnalati a più riprese casi di Uffici PA che contattano direttamente il trasmittente per errori in fattura elettronica senza aver inviato “Notifica di esito” (positivo o negativo) e senza che i 15 giorni di decorrenza termini siano scaduti.

In questo caso è necessario comunicare all’ufficio PA che il trasmittente non può fare nulla finché l’ufficio non risponderà con “Notifica di esito” o i 15 giorni non saranno scaduti.

 

NB: Nota di credito fattura elettronica: quando e come usarla?

La nota di credito fattura elettronica a storno totale della fattura elettronica errata, va emessa solamente nel caso in cui l’ufficio della Pubblica Amministrazione accetti la fattura (recapitando la ricevuta di accettazione o per decorrenza dei termini) e solo successivamente rifiuti la fattura. Un altro campanello di allarme suona quando la fattura risulta accettata (con relativa notifica) ma il pagamento non avviene secondo gli accordi. Con l’invio al fornitore della ricevuta di accettazione o decorrenza dei termini, si ha la conferma che la fattura elettronica sia stata registrata e che il suo iter sia completato. In questo modo la Pubblica Amministrazione non può più modificare la condizione della fattura stessa, e si rende necessaria l’emissione della Nota di Accredito per annullare la fattura. Proprio per per questo motivo spesso è la stessa Pubblica Amministrazione che contatta i propri fornitore suggerendo come procedere.

 

Articolo da: www.danea.it

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